TIBET
Nel 1950 le truppe Cinesi occuparono il Tibet reclamandone la proprietà territoriale. Nel 1959 la guida spirituale e politica Tibetana fu costretta a lasciare il Paese. Il Dalai Lama fu accolto col suo seguito dal governo Indiano e a Dharamsala fondò la piccola Lhasa in India.
Nel tentativo di mettere in salvo i dettami principali della cultura tibetana e di dare una speranza al futuro di un intero popolo, il Dalai Lama e sua sorella fondarono il Tibetan Children Village (1961). Un villaggio che accoglie solo bambini profughi e orfani, in fuga dal Tibet. Qui migliaia di piccoli crescono prendendosi cura l'uno dell'altro, consigliati da qualche monaco e guidati da alcune anziane donne, che qui chiamano "madri per vocazione".
Sessanta anni di occupazione territoriale e politica hanno stravolto l'aspetto del Tibet. Le regole del governo di Pechino hanno cambiato il territorio, le città, ma soprattutto - e per sempre - la cultura.
A poco sono servite le proteste delle comunità Tibetane nel mondo. A poco le manifestazioni di disappunto di molti governi stranieri.
Il Governo Cinese ha lentamente distrutto i simboli della cultura, della lingua, della religione, della tradizione Tibetana.
Distrutto i monasteri, proibito le immagini del Dalai Lama, vietata la lingua e la musica. Represso nel sangue qualunque protesta.
L'unico alleato della causa Tibetana sembra essere l'altitudine. Alle alte quote i Cinesi si adattano con fatica, e qui resistono ancora monaci e nomadi kampa sfuggiti alla feroce politica di resettlement del governo Cinese.